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Cannabis – Il Doomsday del 27 Settembre 2018

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Ci mancava solo Google con il suo nuovo algoritmo a far fuori i sacrifici di importanti siti e-commerce di cannabis light legale. Cosa è accaduto quindi alla serp? Cosa è successo al ranking sulle keyword cannabis light, cannabis legale, erba legale e molti altri affini? Nessuno lo sa!

Analizziamo i fatti: il 27 Settembre la maggior parte degli e-shop e siti web di importati aziende di cannabis legale sono crollati nella classifica di ricerca di Google, causando non pochi disagi a chi per mesi si è prodigato a spendere in SEO e affini per cercare di scalare la vetta del “miglior negozio di cannabis light legale”! Nessuno ne parla, tutti zitti zitti per cercare di capire dove sta l’inghippo.

Il 1° Agosto Google ha rilasciato un aggiornamento, causando non pochi disagi in particolare ai settori della finanza e della farmaceutica, ma non solo, a quanto pare ci sono andati di mezzo un po’ tutti ribaltando la situazione, trovando siti sconosciuti e privi di caratteristiche apparentemente logiche in prima posizione e viceversa, i big del momento scomparsi in sesta pagina al 40esimo o al 70esimo posto!

Data la mole di lamentele e sollecitato da molti utenti è finalmente giunto un risicato ragguaglio da Danny Sullivan, il “porta voce” ufficiale di Google, dal suo account Twitter, dicendo in particolare che con questo tipo di aggiornamenti “non c’è nulla di specifico da fare” per i proprietari e gestori di siti, perché “in genere le persone non cercano di aggiustare cose che non sono davvero rotte”.

Sullivan fa una sorta di ricapitolazione delle linee guida consigliate da Google per avere un sito performante, come migliorare la velocità del sito o badare alla sicurezza, specificando comunque che non è stato questo il “focus” dell’aggiornamento di agosto dell’algoritmo, ma tant’è che siamo tutti abbastanza incazzati!  Sullivan incalza spiegando che per Google le uniche cose che davvero contano sono i “contenuti di qualità“ e che solo così la qualità verrà premiata tornando a ri-scalare la classifica.

Qui alcuni screen shot presi l’app SERPmojo su alcune keywords calde del settore cannabis light:

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Dati alla mano: c’è chi si è visto decrementare il traffico del 50% e chi invece ne ha giovato duplicando le visite al proprio shop, ma tutto questo è momentaneo o probabilmente tutto tornerà alla “norma” molto presto, almeno si spera! L’intensità di cambiamenti sembra aver riguardato soprattutto le oscillazioni in prima pagina, con più del 2 per cento di oscillazioni, segno che il motore di ricerca sta rivedendo le analisi delle performance delle pagine per adeguare le sue classifiche.

Parlando di qualità troviamo un Google con centinaia di annunci sponsorizzati di cannabis light, pur ritenendo che nella loro politica non è possibile creare ADS a pagamento per i prodotti considerati “illegali” quali cannabis light legale e affini, eppure sono tutti li, in bella vista e alla portata di chiunque, senza che nessuno ci stia capendo nulla! Tutto questo accade anche su eBay, con il divieto di vendere cannabis light, ma ogni giorno centinaia di annunci e vendite avvengono in sordina di chi riesce nel frattempo a bypassare il controllo.

Ricordiamo inoltre che Facebook ci si è messo anche lui a fare guerra alla cannabis light cancellando i profili aziendali e gli account di Instagram, cancellando la possibilità non solo di aggregazione e condivisione di idee e quant’altro, ma anche quella di poter creare uno zoccolo duro alla lotta contro il mercato illegale della cannabis. A quanto pare importa solo l’apparire come un social politically correct, sul quale troviamo insiegabilmente animali sgozzati, video e foto indecenti, filmati cruenti di guerre e gente decapitata, disagi sociali di ogni tipo, ma mai e dico mai, mostrare una FOGLIA DI MARJUANA!…Siamo sul patetico.

Grazie ad aziende come EasyJoint, MaryMoonlight, LegalWeed, CbWeed e molte altre fantastiche realtà, questa rivoluzione della cannabis legale non si fermerà, siamo certi che questa macchina non può più essere fermata; attendiamo di trovare la soluzione migliore per tutti … ma non è un forse o un ma, è solo un quando.

Nel frattempo attendiamo che i grandi big decidano del nostro futuro!

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