Olio di cannabis tra disinformazione e proprietà benefiche

Olio di cannabis tra disinformazione e proprietà benefiche

 

Nei paesi del Mediterraneo si dice che l’olio d’oliva sia l’oro verde, ma questa definizione sta sempre di più calzando a pennello per l’olio di cannabis.

Con la legalizzazione della marijuana in molte zone Oltreoceano, e grazie anche all’avvento della marijuana light in Europa, la cannabis sta tornando di moda e sta riuscendo a convincere anche i suoi più spietati detrattori sulle innumerevoli e meravigliose proprietà benefiche.

Il protagonista della storia è ancora una volta il cannabidiolo, più conosciuto sotto l’acronimo CBD, oggi sulla bocca di tutti (e non soltanto in senso figurato) grazie alla larga diffusione che ha trovato negli ultimi tempi e all’apertura di numerosi growshop e affini, alla vendita non soltanto nei negozi specializzati ma anche in quelli tradizionali già presenti nelle nostre città, per esempio le tabaccherie.

I molteplici utilizzi della cannabis in campo medico infatti sono oggi fortunatamente più conosciuti e adoperati da molte persone, non soltanto dai pazienti affetti da patologie gravi. Ci riferiamo in particolare all’olio di cannabis, una sostanza liquida e densa che contiene un importante e benefico principio attivo, il CBD appunto, sempre più apprezzato dai cultori di una vita sana e naturale per le sue proprietà positive per esempio contro gli stati di ansia e depressione, o contro il dolore.

 

Ma che cos’è esattamente il CBD, quali sono le sue proprietà benefiche e quali i campi di applicazione, quali i rischi e gli effetti collaterali che comporta l’assunzione di questa sostanza? Vediamolo insieme.

Partiamo esaminando il CBD da un punto di vista tecnico e scientifico. Anzitutto il CBD è uno dei 104 cannabinoidi presenti nella pianta della cannabis. Una sostanza naturale che oggi è molto utilizzata in forma oleosa grazie a un processo di estrazione e di miscelazione con un olio vettore, di solito quello ricavato dai semi della cannabis appunto.

Questo cannabinoide si differenzia dal fratello più noto, il THC, perché non ha effetti psicoattivi, ovvero non produce i tipici effetti della marijuana se inalato o assunto in altri modi, ma riporta scientificamente effetti benefici sulla salute fisica e mentale.

Un altro aspetto importante da chiarire è che il CBD è perfettamente legale: se la maggior parte dei cannabinoidi (THC su tutti) è considerata sostanza illegale e la legge ne vieta l’utilizzo, l’olio che contiene il CBD può essere prodotto, venduto, acquistato e assunto senza alcuna limitazione, ovviamente seguendo alcune indicazioni come per tutti i prodotti che troviamo in vendita nei negozi.

È bene a tale proposito sapere che anche nell’olio di cannabis, oltre a un alto quantitativo di CBD, è contenuto pure il THC, ma in dosi minime, irrisorie: per legge infatti la concentrazione di questa sostanza deve essere pari o inferiore a una concentrazione dello 0,2. Insomma, se dopo aver consumato l’olio di cannabis ci sottoponessimo a un controllo specifico, probabilmente non troveremmo tracce di THC nelle analisi del sangue.

 

Vediamo allora come possiamo assumere il CBD attraverso l’olio di cannabis.

La forma più comune dell’olio di CBD è sicuramente quella della tintura, ovvero di boccetta (spesso dotata di contagocce, ma dipende dalla concentrazione del composto) dalla quale attingere per assunzione diretta sotto la lingua (appena poche gocce), o in aggiunta a bibite, tisane o frullati.

In vendita però possiamo anche facilmente trovare l’olio di cannabis in forma di spray, oppure in capsule o ancora sotto forma di crema.

In ogni caso, ricordiamo che è bene seguire il dosaggio corretto indicato dal bugiardino o dalle istruzioni del produttore, oltre a interpellare il proprio medico in proposito. Il nostro consiglio è basato sul buon senso: in quanto sostanza nuova per il nostro organismo, è meglio iniziare con un dosaggio molto leggero e aumentare gradualmente considerando gli effetti benefici e quelli collaterali che andremo a riscontrare.

 

Ma quali sono i campi di applicazione utili e i benefici derivanti dall’assunzione di olio di cannabis?

Molti studi medici hanno riscontrato benefici in patologie gravi, per esempio il CBD è in grado di alleviare i dolori di alcuni sintomi e trattamenti derivanti da patologie come il cancro, la sclerosi multipla e altre malattie degenerative, questo per le proprietà antinfiammatorie della sostanza e grazie all’interazione con i neurotrasmettitori. Nei casi per esempio di sclerosi multipla l’effetto della sostanza è in grado di ridurre gli spasmi muscolari, o di ridurre il dolore derivante da un’artrite reumatoide.

Grazie alle proprietà del cannabinoide CBD, oggi la cannabis sembra aver scoperto una seconda giovinezza. Bandita dai governi per anni, finalmente ha trovato una giusta applicazione per tutte le sue qualità benefiche. Gli effetti della cannabis infatti non si limitano soltanto allo sballo o alla midriasi (le pupille dilatate), ma utilizzati nel modo giusto portano benefici enormi in tantissimi campi di applicazione medica e non solo. Non è un caso se vediamo proliferare le coltivazioni di cannabis in tutta Italia e in tutto il mondo.

 

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