La cannabis terapeutica in Italia

La cannabis terapeutica in Italia | Un rimedio per alleviare il dolore dei pazienti.

Come funziona la cannabis terapeutica?

Il termine cannabis terapeutica o marijuana medica si riferisce all’uso della pianta di marijuana non trasformata o dei suoi estratti basici per trattare i sintomi di gravi malattie o di altre condizioni mediche. Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (FDA) ha riconosciuto e approvato la pianta di marijuana come medicinale già da anni, e anche in Europa questo uso della cannabis terapeutica è realtà.

Lo studio scientifico delle sostanze chimiche nella marijuana chiamate cannabinoidi, infatti, ha portato oggi alla creazione di farmaci che contengono sostanze chimiche cannabinoidi in forma di pillola.

Negli Stati in cui è legale, dunque, i medici raccomandano la marijuana medica per molte condizioni e malattie, spesso croniche. All’origine della cannabis a uso terapeutico, infatti, c’è una pianta femmina di canapa indiana, la Cannabis sativa.

Quindi, come funziona esattamente la marijuana medica per trattare queste condizioni? Perché se questa medicina è così efficace per alcune persone, il suo uso resta controverso e, in molti luoghi, illegale? In questo articolo, daremo un’occhiata alle questioni mediche, legali e pratiche relative alla cannabis terapeutica.

Un rimedio per alleviare il dolore e curare i pazienti

Come ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, sono due i principi attivi che avrebbero potenziali effetti sui sintomi di malattie anche gravi. Come agisce questa pianta? Semplicemente: alleviando il dolore.

Tra i sintomi curabili con la diminuzione del dolore e del fastidio, infatti, troviamo nausea (soprattutto a seguito di chemioterapia), perdita di appetito, dolore cronico, ansia, artrite, cancro, AIDS, glaucoma, sclerosi multipla, insonnia, ADHD, epilessia, infiammazione, emicrania e morbo di Crohn. Il farmaco è anche usato per alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita per le persone che sono malate terminali.

Come evidenzia la Fondazione Umberto Veronesi, tra i trattamenti approvati in Italia ricordiamo:

  • il trattamento di dolore cronico e neuropatico, ovvero un interessamento del sistema nervoso (centrale o periferico) e anche post oncologico;
  • il trattamento della mancanza di appetito nei malati di cancro o AIDS o tutte le patologie che comportano questa controindicazione;
  • il trattamento del dolore da spasticità muscolare collegata a sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, sindrome di Tourette.

Il percorso per richiedere la cannabis terapeutica.

Una volta diagnosticato uno dei disturbi per i quali si può chiedere l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico, occorre consultare un medico specialista e sollecitare un piano terapeutico (spesso sottoscritto dalla ASL). Oppure, in maniera ancora più semplice nelle condizioni di collaborazione con il medico, ci si può recare da quest’ultimo per farsi prescrivere la ricetta da presentare in farmacia.

Quanto è difficile ottenere la cannabis terapeutica?

Qual è il regolamento della cannabis terapeutica, dunque?

In Italia la Cannabis terapeutica è legale. Come sancisce un decreto del 2015 (con le dovute variazioni in base ai regolamenti regionali), infatti, la cannabis terapeutica può essere sì somministrata ma solo per alcune malattie (vedi paragrafo precedente) e a patto che le terapie standard siano risultate inefficaci e inapplicabili.

Nel 2018, inoltre, il Ministero della Salute ha autorizzato la produzione di 500 kg di cannabis terapeutica. Di questi, 150 kg saranno prodotti in Italia (in uno stabilimento di Firenze), mentre i restanti verranno importati da un’azienda canadese e un’azienda olandese.

Resta un quesito rilevante: dato che la quantità promossa è insufficiente rispetto alla domanda, come sopperire alle richieste dei pazienti che hanno diritto alla cannabis terapeutica?

Oltre alla disponibilità pratica delle scorte, inoltre, le difficoltà aumentano anche in base alla risposta dei medici alle richieste dei pazienti. Non sempre, infatti, è semplice incontrare medici che hanno le competenze giuste per lavorare con la legge (curarsi con la cannabis terapeutica è una corsa ad ostacoli che necessita di intelligenza, perseveranza e tanta informazione corretta). E quando tutte queste capacita sono presenti nel medico in questione, del resto, potrebbe subentrare l’obiezione di coscienza sul prescriverla o meno.

Ecco perché la cannabis terapeutica, per molti, é considerata un lusso al quale non si può accedere anche se se ne avrebbero tutte le condizioni e i diritti sanciti dalla legge.

La Germania capofila di una rivoluzione

L’azienda canadese Aurora Cannabis è una delle aziende più importanti collegate al successo dell’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico. Si è, infatti, quotata in borsa, rappresentando il miglior stock di marijuana sul mercato in questo momento, tanto che il prezzo delle sue azioni nel 2019 è salito di oltre il 90%. L’azienda sta provando ad accedere finalmente in Europa, con la Germania a fare da capofila di questa rivoluzione.

Aurora Cannabis ha confermato, infatti, che è stato completato il processo di appello relativo alla gara di produzione tedesca di cannabis, evento che ha portato alla sigla dell’accordo finale tra Aurora e l’Istituto federale tedesco per l’accesso alla cannabis terapeutica.

L’approvazione, quindi, consentirà a Aurora di iniziare la costruzione di un nuovo impianto di produzione di cannabis indoor all’avanguardia a Leuna, in Germania, già da maggio 2019 (prevedendone il completamento entro 12 mesi dalla partenza).

Si prevede che le spedizioni iniziali di cannabis Aurora Cannabis terapeutica coltivate localmente diventeranno disponibili per i pazienti tedeschi a partire da ottobre 2020.